Le
centraline di monitoraggio, collocate dalla protezione civile nel 2003 nei principali ponti di attraversamento della Fiumara
del Rosmarino e in prossimità dei principali punti di frana del territorio alcarese all’indomani degli
impressionanti fenomeni calamitosi che
colpirono buona parte del territorio alcarese, sono fuori uso.
Sarebbero
mancati infatti in tutti questi anni l’ordinaria e la straordinaria
manutenzione che permetteva a queste sofisticate apparecchiature, fiore
all’occhiello della protezione civile, di leggere in tempo reale i dati di
pioggia e di temperatura nonché il
livello dell’acqua dei torrenti. Tali
dati venivano trasmessi dalle cinque centraline in modo continuo e in
automatico via radio al Centro Operativo
Comunale di Alcara li Fusi e al Dipartimento Regionale della Protezione Civile.
In caso di superamento di una certa soglia di pericolosità prefissata scattava
in automatico l’avviso di allerta idrogeologica.
Già
dopo alcuni mesi dalla loro istallazione una delle centraline, quella collocata
sul torrente Papaleo, fu oggetto di atti
vandalici; colpi di fucile infatti danneggiarono un pluviometro che non fu mai
riparato.
Non
solo, ma sembra inoltre che il computer centrale presso il Dipartimento
Regionale della Protezione è fuori uso
da mesi per cui i dati, di fatto, ammesso che le batterie delle centraline
siano ancora in funzione per la trasmissione degli stessi non vengono acquisiti.
L’installazione
di questa rete di monitoraggio, allora unica in Sicilia, ebbe dei costi di
diverse decine di migliaia di euro, e fu considerata, a ragione, di
fondamentale importanza per la particolare situazione geologica del bacino del
Rosmarino ove il rischio frane ed esondazioni è il più alto della provincia di
Messina.
Massimo De Maria