Scoperta archeologica
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Sul Pizzo di S.Nicola della catena montuosa delle Rocche del Crasto
è esistita, circa mille anni addietro, una struttura militare, di circa mille mq di estensione: una fortezza o una torre di avvistamento. Essa serviva per il controllo delle zone della vallata del Fitalia, a nord-est, e, ad ovest,  della regia trazzera, che collegava S.Marco, attraversando portella Gazzana, ad altri centri della Sicilia. Il presidio usufruiva, tra l’altro, di una cisterna per l’acqua potabile, e di due torri perimetrali per i soldati di guardia.Questo è quanto è emerso attraverso un sopralluogo  effettuato da due archeologi dell’Università di Palermo. Costoro, i professori Bonacasa ed Allegro, sono stati invitati dallo scrivente per effettuare una ricerca delle tracce della “città antica”, di cui parlano le cronache ed i documenti remoti. L’invito, da parte dei due studiosi, è stato accolto dopo che uno di loro ha letto il mio studio redatto a seguito della ricerca scientifica da me condotta su Krastos e Demenna, pubblicata peraltro quale post-fazione al mio libro “Demenna, l’impatto saraceno”.

            Abbiamo continuato, poi, l’escursione salendo sul Pizzo del Crasto, laddove i due archeologi non hanno potuto repertare niente di interessante, né in cima alla montagna, né sotto di essa (“chianu du cori”); invece, parecchie pietre tombali, affioranti nella vallata sottostante – nel cosiddetto “cimitero dei saraceni” – sono la chiara dimostrazione  che in quella zona è esistito, alcuni secoli addietro, un insediamento umano.

            I ritrovamenti archeologici potrebbero avere una grande importanza futura per la comunità longese. E’ mia intenzione continuare lo studio scientifico, e non solo, per metterlo a disposizione del paese e degli appassionati tutti della materia.

            Pubblicherò, con il prossimo aggiornamento del mio sito internet <> una nota informativa più circostanziata.

            Il gruppo escursionistico, oltre che  dai sunnominati  professori del Dipartimento di Archeologia dell’Università di Palermo e dal sottoscritto, era composto anche dal dott. Salvatore Migliore, dal sig. Francesco Pidalà (don Ciccino), quale conoscitore della zona,  e dal sig. Angelo Pidalà , che ci ha indicati alcuni reperti. Il supporto logistico è stato fornito dal beed & breakfast nebrodi con sede in Longi. Ringrazio tutti coloro che mi hanno aiutato attraverso la loro generosa collaborazione.





P.S. I due archeologi vorrebbero  visionare reperti antichi per potere meglio studiare la zona ed i resti affioranti. Chi, pertanto, fosse in possesso di oggetti vari trovati nel sito archeologico di cui ho parlato (Pizzi di S. Nicola e del Crasto, cimitero dei saraceni e dintorni), è vivamente pregato di contattarmi al telefonino 347.8218772 oppure di inviare al mio indirizzo di Via Messina, 15,  LONGI ( anche in forma anonima) una fotografia dell’oggetto (moneta, vasellame,  cocci vari, punte di armi o di coltelli, gioielli, utensili vari, ecc.) con l’indicazione del posto in cui esso è stato trovato. Grazie

G.Z.

Siti correlati: http://utenti.lycos.it/gaetanozingales/

http://digilander.libero.it/longicantiere2001/nuova_pagina_6.htm


Fonte: www.longiweb.it