L’aquilotto è nato, nel nido
delle Rocche del Crasto, ad Alcara Li Fusi. E’ finalmente arrivato
l’evento tanto atteso, che nei giorni scorsi ha calamitato l’attenzione
di numerosi utenti collegati con il sito del Parco dei Nebrodi
(www.parcodeinebrodi.it). Milioni di contatti sono stati registrati, nel
giro di pochi giorni, da parte di utenti che hanno voluto seguire in
diretta la cova dell’uovo della coppia di Aquila Reale presente nel
territorio nebroideo, grazie ad una webcam perfettamente mimetizzata e
situata sopra il nido. Ed ecco la schiusa dell’uovo, con la nascita del
piccolo aquilotto, in diretta, attraverso il telemonitoraggio (uno dei
primi esperimenti nel mondo). L’esperienza del “reality” applicata allo
straordinario spettacolo della natura, della vita. Un evento che oltre
ad avere un’enorme valenza scientifica ha anche l’obiettivo di veicolare
l’acquisizione di valori naturalistici e ambientali peculiari dell’area
protetta, con particolare attenzione al ricco patrimonio faunistico del
territorio. Adesso gli appassionati di tutti i continenti e gli studiosi
del settore, studenti e curiosi, turisti e amanti della natura davanti
al loro computer, dopo il lieto evento, potranno assistere alle prime
“imbeccate” di cibo da parte dei genitori, i primi passi di esplorazione
del nido, fino al primo volo che avverrà a metà luglio.
I bambini fanno già a gara per trovare il nome da dare al piccolo di
aquila reale, partecipando al web-concorso bandito dal Parco, dal
titolo: “Dai un nome all’aquilotto e racconta la sua storia” -
comprendente due sezioni, una dedicata ai lavori dei bambini delle
Scuole Primarie ed una ai ragazzi delle Scuole Secondarie di I grado di
tutta Italia. I vincitori, insieme alla loro famiglia, potranno
trascorrere una settimana nell’area protetta, ospiti del Parco.
Il bando completo del Web-concorso, per i piccoli “autori di racconti,
novelle, saggi, fiabe, fumetti aventi come tema l’aquilotto”, è
disponibile nel sito del Parco. I lavori potranno essere inviati
all’indirizzo e-mail: aquilotto@parcodeinebrodi.it.
“Seppur con tante difficoltà legate al collegamento in rete, stiamo
cercando di migliorare le immagini del nido, infatti il monitoraggio
consente di raccogliere preziose informazioni scientifiche per il mondo
accademico e della ricerca, ma soprattutto sarà un valido strumento di
educazione ambientale, rivolto alle scolaresche. I ragazzi che si
recheranno nel centro visite di Alcara Li Fusi tramite un monitor
installato nel laboratorio della “tana delle idee”, avranno modo di
vedere con una migliore risoluzione di immagini, in diretta, tutto ciò
che avviene nel nido dell’Aquila Reale”. Lo ha dichiarato Salvatore
Seminara, commissario straordinario del Parco.
L’aquila reale è il più grande uccello da preda europeo, con un’apertura
alare che supera facilmente i due metri. Dal punto di vista ecologico è
un superpredatore, al vertice della catena alimentare e senza nemici in
natura, eccetto naturalmente l’uomo. Grazie alla sua struttura robusta e
alla sua abilità nel volo è in grado di cacciare un’ampia gamma di
prede.
E’ una specie sedentaria, legata per tutta la vita ad un territorio ed è
monogama. Il periodo riproduttivo, piuttosto lungo, inizia in inverno ed
è caratterizzato dagli acrobatici voli di corteggiamento, mediante i
quali le coppie demarcano i loro territori. E a marzo avvengono,
solitamente, le deposizioni. Questa è una specie rara, a causa delle
persecuzioni umane e dei cambiamenti dell’habitat che rendono sempre più
rari territori idonei per la sopravvivenza di questo splendido
esemplare. Nell’area del Parco dei Nebrodi vivono tre coppie di aquila
reale e una di queste, quella che vive nel territorio delle Rocche del
Crasto di Alcara li Fusi, è legata ad una singolare e affascinante
leggenda. Si narra, infatti, che un eremita, San Nicola Politi, che
viveva in una grotta tra queste impervie montagne, avesse instaurato un
rapporto eccezionale con l’Aquila reale. Ogni giorno provvedeva al suo
sostentamento, ricevendo la benedizione dell’uomo sacro. Tale tradizione
trova testimonianza nei dipinti che si possono osservare nell’abitato di
Alcara li Fusi e nel rapporto di affetto instaurato dagli abitanti del
luogo nei confronti della loro aquila, riscontrabile nel buono stato di
salute di cui gode questa coppia, tra le più feconde e produttive
dell’intera Sicilia.
Accedi
direttamente al nido
Fonte:
www.parcodeinebrodi.it